Convegno su tutela della salute mentale e responsabilità penale degli operatori dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari


(VUnews) PERUGIA  17 gen.’14 – Si è svolto oggi a Villa Umbra il Convegno sulla tutela della salute mentale e responsabilità penale degli operatori dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, attività contenuta nel Piano Formativo della Regione Umbria per la Sanità 2013-2015 ed organizzato in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia.

 

Durante l’apertura dei lavori - tenuta da Alberto Naticchioni Amministratore unico della Scuola, il quale ha sottolineato la volontà di proseguire ed accrescere la proficua collaborazione con l’Università degli studi di Perugia, soci fondatori del Consorzio, ed attivare dei Master Universitari su materie di competenza della Scuola - è intervenuto il prorettore dell'Università di Perugia Fabrizio Figorilli dichiarando come la Scuola si per lui “una seconda casa” dove da anni partecipa come relatore ed auspica la possibilità di usufruire della Scuola per la formazione del personale amministrativo universitario. La giornata di oggi a Villa Umbra vada in direzione di questa importante integrazione tra Università, strutture pubbliche di formazione ed operatori del settore sanitario e la salute mentale è uno degli elementi che va affrontato con estrema urgenza e delicatezza. Vedere oggi qui a Villa Umbra, prosegue il prorettore,  un così elevato numero di giuristi, medici ed amministratori che si occupano di questo particolare settore della salute è un ottimo segnale per sottolineare la progressiva e necessaria collaborazione tra queste realtà in grado di dare un contributo per l’individuazione delle migliori soluzioni.

 

Ad  entrare nel merito dell’importanza del convegno è stato l’intervento di Emilio Duca, Direttore regionale salute e coesione sociale, che ha ricordato le novità legislative che sanciscono la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, prevista per il primo aprile 2014. La Regione Umbria, in vista di queste novità ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la Regione Toscana, la Regione Liguria e la Regione Sardegna per garantire l’assistenza necessaria a tutti i pazienti che oggi sono ospiti di queste strutture. L’incontro ha una doppia valenza, ribadisce Duca, la prima riguarda quella di informare e di formare gli operatori sul settore della responsabilità degli operatori sanitari, la seconda è quella di avere un’occasione per mettere a confronto tutti gli operatori dei servizi legati alla salute mentale per poter pianificare insieme delle scelte organizzative e tecnico-scientifiche in modo da creare dei percorsi di assistenza ai malati psichiatrici che siano comuni su tutto il territorio regionale. 

 

Come introdotto dal Direttore Regionale, la ormai imminente chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (O.P.G.) così come prevista da recenti normative (D.P.C.M. 1 aprile 2008; L. n. 9 del 17 febbraio 2012), e le sue conseguenze legali ed operative, coinvolgenti a vario titolo e livello le diverse categorie professionali (giuridiche, cliniche e sociali) che si occupano della materia, aprono il campo ad una serie di rilevanti questioni. Alcune affrontano nuovi ambiti di intervento, come ad esempio quello derivante dal fatto che la misura di sicurezza detentiva del ricovero in O.P.G. dalla data del 1 aprile 2014 verrà eseguita all’interno di nuove strutture di carattere psichiatrico, denominate R.E.M.S. (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), gestite direttamente dalle Regioni ed a carattere esclusivamente sanitario, con la previsione di “eventuale” attività perimetrale di sicurezza e vigilanza.

Altre, invece, colgono le contraddizioni della persistenza, in tale quadro, di elementi sostanziali risalenti all’impostazione giuridica degli anni ’30 del secolo scorso: sotto questo profilo, ci si interroga su quale sia il significato odierno del concetto di pericolosità sociale in senso psichiatrico come previsto nei codici vigenti, alla luce sia dei molti interventi giurisprudenziali in materia, sia degli orientamenti della psichiatria assertiva e di comunità.

Altre questioni, infine, riportano a problematiche apparentemente già note e dibattute, ma forse mai risolte, e recentemente rianimate da cambiamenti nelle sensibilità sociali e negli orientamenti giurisprudenziali: tra queste, spicca quella relativa al complesso percorso terapeutico e trattamentale del “folle reo”, nella misura in cui esso viene, da un lato, scandito dal dovere di cura dell’operatore e dal diritto alla cura del paziente; dall’altro, dalla cosiddetta posizione di garanzia dello psichiatra e dalla responsabilità penale ricollegata ad una stringente prevedibilità degli eventi connessi al suo operare, ove le istanze di tutela della collettività rispetto ad eventuali condotte etero aggressive del paziente tendono ad esondare nell’attribuzione (esplicita o implicita) di compiti di controllo disciplinare, antitetici a quelli che si realizzano sul piano terapeutico.

Lo scopo del presente seminario di studio è stato quello di esplorare e tentare di comprendere, attraverso il contributo di studiosi ed operatori del diritto e della salute mentale attivi sui temi richiamati, il senso delle trasformazioni in atto ed i loro risvolti sul lavoro di coloro che sono chiamati ad affrontarle.

 

I relatori che si sono susseguiti durante la mattinata - con il contributo del moderatore David Brunelli - Ordinario di Diritto penale nell’Università di  Perugia - sono stati Luigi Ferrannini, Past President Società Italiana di Psichiatria; consulente Agenzia Sanitaria Regione Liguria : “Per una cura responsabile dei pazienti autori di reato”; Marco Pelissero – Ordinario di Diritto penale nell’Università di Genova: “Misure di sicurezza: realtà e prospettive”; Francesco Maisto, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna: “Decisione di sorveglianza e responsabilità medica”.

Nel pomeriggio il moderatore delle attività è stato Carlo Fiorio - Straordinario di Diritto processuale penale nell’Università di Perugia, che coordinato gli interventi di  Stefano Anastasia, Ricercatore di Sociologia del diritto nell’Università di Perugia: “Sicurezza e salute mentale in ambito penitenziario”; Franco Scarpa, Direttore U.O.C. "salute in carcere" nella USL 11 della Regione Toscana; coordinatore del tavolo di Bacino per la chiusura dell’OPG di Montelupo Fiorentino: “Il progetto terapeutico finalizzato alla dimissione e la revisione della pericolosità sociale”; Giuliano Balbi, Ordinario di Diritto penale nella Seconda Università di Napoli: “Vizio di mente e pericolosità: nuove frontiere” e Giuseppe Cardamone, Direttore Dipartimento Salute Mentale nella USL 9 Grosseto, Regione Toscana: “Superamento dell'Ospedale psichiatrico giudiziario: servizi di salute mentale e nuove complessità".

 

Il responsabile regionale dell’attività è Marcello Catanelli  – Servizio programmazione sociosanitaria dell'assistenza distrettuale ed ospedaliera -  Direzione Salute e coesione sociale

Daniele Sulpizi

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